Tendinopatia calcifica della spalla
La tendinopatia calcifica della spalla è una condizione caratterizzata dalla formazione di depositi di calcio all’interno dei tendini della cuffia dei rotatori, più frequentemente a carico del tendine del sovraspinato, ma potenzialmente interessando anche sottospinato e sottoscapolare.
Si tratta di una patologia relativamente frequente, che può essere del tutto asintomatica oppure manifestarsi con dolore intenso e improvviso, talvolta molto limitante. A differenza di altre patologie degenerative della spalla, la tendinopatia calcifica non è legata all’usura articolare e può colpire anche pazienti giovani o di mezza età, spesso senza una causa traumatica evidente.
Meccanismo biologico
La formazione delle calcificazioni non è un semplice fenomeno di “deposito” passivo, ma il risultato di un processo biologico attivo che coinvolge il tessuto tendineo.
Secondo il modello più accreditato, la tendinopatia calcifica evolve attraverso fasi successive:
- fase formativa, in cui si sviluppa il deposito calcifico all’interno del tendine;
- fase di riposo, in cui la calcificazione può rimanere stabile e talvolta asintomatica;
- fase di riassorbimento, caratterizzata da una reazione infiammatoria intensa, responsabile dei quadri clinici più dolorosi.
Il dolore acuto tipico della tendinopatia calcifica è spesso legato proprio alla fase di riassorbimento, più che alla dimensione assoluta della calcificazione.
Quadro clinico
La presentazione clinica è variabile e può includere:
- dolore alla spalla, spesso localizzato nella regione antero-laterale;
- peggioramento notturno, con difficoltà a dormire sul lato interessato;
- limitazione funzionale, talvolta marcata nei movimenti di elevazione;
- episodi di dolore improvviso e molto intenso, che possono simulare una capsulite adesiva o una rottura tendinea acuta.
In alcuni casi, soprattutto nelle fasi più dolorose, può associarsi una rigidità reattiva della spalla.
Diagnosi
La diagnosi è relativamente semplice e si basa su:
- radiografie, che evidenziano la presenza e la sede delle calcificazioni;
- ecografia, utile per valutare il rapporto con i tendini, lo stato della cuffia dei rotatori e l’eventuale infiammazione associata;
- risonanza magnetica, indicata solo in casi selezionati, soprattutto se si sospettano patologie associate della cuffia.
È importante correlare sempre il reperto radiologico con i sintomi clinici, poiché calcificazioni anche voluminose possono essere del tutto asintomatiche.
Trattamento conservativo
Il trattamento conservativo rappresenta l’approccio iniziale nella maggior parte dei casi.
Nelle fasi acute si utilizzano farmaci antinfiammatori e analgesici per controllare il dolore, associati a una temporanea riduzione dei carichi funzionali.
La riabilitazione ha un ruolo importante, soprattutto dopo la fase dolorosa acuta, per:
- recuperare la mobilità articolare;
- prevenire rigidità secondaria;
- ristabilire un corretto equilibrio muscolare scapolo-omerale.
Le infiltrazioni possono essere utilizzate per ridurre l’infiammazione e il dolore, facilitando il recupero funzionale. Non influenzano direttamente la presenza della calcificazione, ma possono migliorare significativamente i sintomi.
Le onde d’urto rappresentano una delle opzioni più efficaci nel trattamento conservativo della tendinopatia calcifica. Possono favorire la frammentazione e il riassorbimento del deposito calcifico, con buoni risultati sul controllo del dolore e sulla funzione.
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Dolore improvviso o persistente alla spalla può richiedere una valutazione mirata.
CHIAMA 333 1610443 Scrivi su whatsappTrattamento mini-invasivo: lavaggio ecoguidato
Nei casi sintomatici persistenti, soprattutto in presenza di calcificazioni “morbide” o in fase di riassorbimento, può essere indicato il lavaggio ecoguidato (needling).
Questa procedura consiste nell’aspirazione e frammentazione della calcificazione sotto guida ecografica, riducendo rapidamente la pressione intratendinea e il dolore.
È una tecnica mini-invasiva che può evitare l’intervento chirurgico in una percentuale significativa di pazienti.
Trattamento chirurgico non protesico
La chirurgia è riservata a una minoranza di casi e viene presa in considerazione quando:
- il dolore persiste nonostante un trattamento conservativo adeguato e prolungato;
- la calcificazione è associata a una lesione significativa della cuffia dei rotatori;
- i sintomi compromettono in modo rilevante la qualità di vita.
L’intervento viene eseguito per via artroscopica e consiste nella rimozione della calcificazione. Quando necessario, si associa la riparazione del tendine per garantire una corretta guarigione e prevenire deficit funzionali.
Riabilitazione e prognosi
Dopo il trattamento, conservativo o chirurgico, la riabilitazione è fondamentale per recuperare la funzione della spalla.
La prognosi è generalmente favorevole: nella maggior parte dei pazienti si ottiene una riduzione significativa del dolore e un buon recupero funzionale.
È importante informare il paziente che il miglioramento può essere progressivo e non immediato, soprattutto dopo episodi acuti particolarmente dolorosi.
La tendinopatia calcifica della spalla è una condizione frequente e spesso molto dolorosa, ma nella grande maggioranza dei casi può essere trattata con successo senza chirurgia.
Una valutazione specialistica consente di individuare la fase della patologia e di scegliere il trattamento più appropriato, evitando interventi inutili e accompagnando il paziente verso un recupero funzionale completo e duraturo.
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