Capsulite adesiva (Frozen Shoulder)
La capsulite adesiva, comunemente definita “spalla congelata”, è una patologia caratterizzata da dolore e da una progressiva riduzione della mobilità della spalla, che interessa sia il movimento attivo sia quello passivo. A differenza di altre condizioni della spalla, non è dovuta a una rottura tendinea o a un danno osseo, ma a un’alterazione biologica e funzionale della capsula articolare.
Si tratta di una condizione potenzialmente molto limitante nella vita quotidiana, che può rendere difficoltosi gesti semplici come vestirsi, lavarsi o portare la mano alla testa. Pur essendo una patologia benigna, la sua evoluzione può essere lunga e richiede un approccio terapeutico strutturato e paziente.
Meccanismo della rigidità articolare
Alla base della capsulite adesiva vi è un processo infiammatorio della capsula articolare che porta a:
- ispessimento e retrazione capsulare;
- riduzione del volume articolare;
- perdita progressiva dell’elasticità dei tessuti.
Questo processo determina una limitazione globale del movimento della spalla, con una tipica riduzione delle rotazioni e dell’elevazione del braccio. Il dolore iniziale favorisce un minor utilizzo dell’articolazione, che a sua volta accentua la rigidità, innescando un circolo vizioso dolore–immobilità–rigidità.
Forme cliniche
Dal punto di vista clinico si distinguono due grandi categorie:
Insorge senza una causa apparente. È la forma più comune e può colpire anche soggetti senza precedenti traumi o interventi alla spalla.
Si sviluppa in seguito a condizioni note, tra cui:
- traumi della spalla;
- interventi chirurgici;
- periodi prolungati di immobilizzazione;
Quadro clinico ed evoluzione
La capsulite adesiva evolve tipicamente in modo progressivo, anche se i tempi possono variare notevolmente da paziente a paziente.
- Fase dolorosa: dolore spontaneo e notturno, spesso mal localizzato, con iniziale limitazione del movimento.
- Fase rigida: il dolore tende a ridursi, ma la rigidità diventa predominante, con marcata limitazione funzionale.
- Fase di recupero: graduale miglioramento della mobilità, che può richiedere mesi.
È importante sottolineare che questa suddivisione non va intesa in modo rigido: l’evoluzione è individuale e non sempre segue tempi prestabiliti.
Diagnosi
La diagnosi di capsulite adesiva è principalmente clinica. L’elemento caratteristico è la perdita globale del movimento passivo, che distingue questa condizione da molte altre patologie della spalla.
Gli esami strumentali hanno un ruolo di supporto:
- Radiografie: utili per escludere artrosi o altre patologie ossee.
Risonanza magnetica: può essere indicata per la diagnosi differenziale, ma non è necessaria per “confermare” la capsulite adesiva.
Trattamento conservativo
Il trattamento conservativo rappresenta il cardine della gestione della capsulite adesiva, soprattutto nelle fasi iniziali.
Fisioterapia
La riabilitazione deve essere mirata e adattata alla fase della patologia:
- nelle fasi dolorose l’obiettivo principale è il controllo del dolore, evitando mobilizzazioni aggressive;
- nelle fasi più avanzate si lavora progressivamente sul recupero della mobilità.
Forzare eccessivamente la spalla può peggiorare i sintomi e rallentare il recupero.
Trattamenti infiltrativi
Le infiltrazioni possono essere utilizzate come supporto al trattamento conservativo, soprattutto per ridurre il dolore e consentire una riabilitazione più efficace.
Non rappresentano una soluzione definitiva, ma uno strumento da integrare in un percorso terapeutico strutturato.
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Un percorso terapeutico corretto può migliorare dolore e mobilità nel tempo.
CHIAMA 333 1610443 Scrivi su whatsappTrattamento chirurgico e procedure interventistiche
Quando il trattamento conservativo ben condotto non consente un miglioramento soddisfacente, è possibile prendere in considerazione procedure più invasive.
Distensione articolare
Consiste nell’iniezione di liquido all’interno dell’articolazione con l’obiettivo di ridurre la rigidità capsulare.
Manipolazione in narcosi
Permette di recuperare mobilità attraverso mobilizzazioni controllate eseguite sotto anestesia. Deve essere indicata con cautela e associata a un immediato programma riabilitativo.
Artrolisi artroscopica
È indicata nei casi più resistenti. L’intervento consente di liberare selettivamente la capsula articolare ispessita e retratta. L’obiettivo non è una risoluzione immediata del dolore, ma il recupero progressivo della mobilità, che deve essere consolidato con una riabilitazione intensiva post-operatoria.
Riabilitazione e prognosi
La riabilitazione è una parte essenziale del trattamento, sia conservativo sia chirurgico. I tempi di recupero possono essere lunghi, ma nella maggior parte dei casi è possibile ottenere un miglioramento significativo della funzione.
Il recupero può essere:
- completo, soprattutto nei pazienti trattati precocemente;
- parziale, nei casi più complessi o associati a patologie sistemiche.
L’aderenza del paziente al percorso riabilitativo è determinante per il risultato finale.
La capsulite adesiva è una patologia benigna ma potenzialmente lunga e invalidante. Una diagnosi corretta e un approccio terapeutico graduale e personalizzato consentono nella maggior parte dei casi di ottenere un buon recupero funzionale.
La chirurgia rappresenta uno strumento efficace nei casi selezionati, ma non una scorciatoia: il successo del trattamento dipende sempre dall’integrazione tra diagnosi accurata, scelta terapeutica appropriata e riabilitazione guidata nel rispetto dei tempi biologici della spalla.
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