Chirurgia della spalla
Dalla diagnosi alla riabilitazione, un percorso di cura dedicato alla spalla.
Se presenti dolore persistente, limitazione funzionale o una diagnosi già formulata, puoi contattare direttamente il Dr. Prigent tra le 09:00 e le 22:00 per una valutazione specialistica. Fuori fascia oraria, lascia un messaggio Whatsapp e sarai richiamato al più presto.
Cos’è la chirurgia della spalla
La chirurgia della spalla rappresenta un ambito altamente specialistico dell’ortopedia, che richiede una conoscenza approfondita dell’anatomia funzionale, della biomeccanica articolare e dei meccanismi che regolano l’equilibrio tra mobilità e stabilità. La spalla è l’articolazione con la maggiore escursione di movimento del corpo umano e, proprio per questo, una delle più complesse da trattare dal punto di vista clinico e chirurgico.
Il trattamento chirurgico di una patologia della spalla rappresenta una possibile opzione terapeutica che si inserisce all’interno di un percorso decisionale progressivo. L’indicazione all’intervento non dipende esclusivamente dalla presenza di una lesione strutturale, ma dal suo impatto sulla funzione, sulla stabilità articolare e sulla qualità di vita del paziente. In molte condizioni il trattamento conservativo costituisce il primo approccio, mentre la chirurgia viene presa in considerazione quando il dolore o la limitazione funzionale persistono nonostante un percorso adeguato, oppure quando le caratteristiche della lesione rendono improbabile un recupero soddisfacente senza un trattamento operatorio. L’obiettivo è ottenere una spalla stabile, mobile e affidabile, con risultati duraturi nel tempo.
Diagnosi e scelta del trattamento
La spalla affida la propria stabilità prevalentemente ai tessuti molli — cuffia dei rotatori, capsula articolare, legamenti e muscoli scapolari — più che alla congruenza ossea. Questo equilibrio complesso rende la diagnosi un momento centrale del percorso terapeutico, perché una stessa alterazione anatomica può avere significati clinici molto diversi da paziente a paziente.
La valutazione specialistica non si limita a individuare una lesione, ma analizza il funzionamento globale dell’articolazione: la qualità dei tessuti, il bilanciamento muscolare, il controllo neuromotorio scapolo-omerale, la presenza di rigidità o instabilità associate e l’impatto dei sintomi sulle attività quotidiane, lavorative e sportive. Gli esami strumentali — radiografie, ecografia e risonanza magnetica — vengono interpretati alla luce del quadro clinico, evitando di basare le decisioni terapeutiche esclusivamente sull’immagine radiologica.
La scelta del trattamento deriva da questa analisi integrata. In molti casi è possibile impostare un percorso conservativo mirato, fondato su riabilitazione, modulazione dei carichi e trattamenti infiltrativi selezionati. In altre situazioni, quando il danno strutturale, la perdita di funzione o il fallimento delle terapie conservative rendono improbabile un recupero soddisfacente, il trattamento chirurgico rappresenta l’opzione più efficace.
L’obiettivo non è correggere una singola lesione, ma ristabilire un equilibrio funzionale della spalla, scegliendo la strategia terapeutica più appropriata per ottenere risultati affidabili e duraturi nel tempo.
Hai bisogno di capire quale trattamento è più adatto al tuo problema alla spalla?
Una valutazione specialistica consente di definire il percorso terapeutico più appropriato in base alla tua situazione clinica.
Patologie trattate
Dott. Sebastien Prigent
CHIRURGO ORTOPEDICO E TRAUMATOLOGO, SPECIALISTA DI GOMITO E SPALLA
Dopo la laurea e la specializzazione con lode alla Sapienza di Roma, il dottor Prigent ha maturato un’ampia esperienza clinico-chirurgica nella gestione delle patologie traumatiche e degenerative del gomito e della spalla, con particolare interesse per le fratture complesse, le instabilità articolari e le protesi.
Svolge attività chirurgica presso il Policlinico Casilino, la Casa di Cura Villa Stuart e la Clinica Arsbiomedica di Roma, utilizzando tecniche mini-invasive e percorsi di riabilitazione strutturati per un recupero funzionale rapido e sicuro.
È autore di numerose pubblicazioni scientifiche internazionali, relatore a congressi in Italia e all’estero e membro della Società Italiana di Chirurgia di Spalla e Gomito (SICSeG).
Principali tecniche chirurgiche
Trattamento conservativo e infiltrativo
Il trattamento conservativo riveste un ruolo centrale nella gestione delle patologie della spalla e rappresenta, in molti casi, la prima linea terapeutica. La riabilitazione fisioterapica è spesso il cardine del trattamento e ha l’obiettivo di ridurre il dolore, migliorare la mobilità articolare e ripristinare un corretto equilibrio muscolare tra spalla e scapola. Programmi riabilitativi ben strutturati possono consentire, in numerose situazioni, di evitare o posticipare l’intervento chirurgico.
In quadri clinici selezionati, i trattamenti infiltrativi possono rappresentare un valido supporto al percorso conservativo, con finalità antalgiche o antinfiammatorie, oppure per favorire il recupero funzionale in specifiche condizioni. Le infiltrazioni non costituiscono una soluzione universale, ma uno strumento terapeutico da integrare in modo appropriato all’interno di un piano di trattamento personalizzato.
Artroscopia della spalla
Quando il trattamento conservativo non consente di ottenere un miglioramento clinico soddisfacente, la chirurgia artroscopica rappresenta oggi uno degli strumenti più utilizzati nella chirurgia della spalla. L’artroscopia permette di operare all’interno dell’articolazione attraverso accessi di pochi millimetri, riducendo il trauma sui tessuti molli e favorendo un recupero più rapido rispetto alla chirurgia tradizionale.
Questo approccio è ampiamente utilizzato nel trattamento delle lesioni della cuffia dei rotatori e delle instabilità di spalla, consentendo la riparazione o la stabilizzazione delle strutture lesionate in modo preciso e rispettoso dei tessuti. L’artroscopia non è indicata in tutti i casi: la sua efficacia dipende da una corretta selezione del paziente e da un’accurata valutazione delle caratteristiche della lesione.
Traumatologia della spalla
Le fratture della spalla, in particolare quelle dell’omero prossimale e della clavicola, rappresentano un ambito rilevante della chirurgia traumatologica. L’obiettivo del trattamento è ripristinare l’anatomia e garantire una stabilità sufficiente a consentire un recupero funzionale efficace, limitando il rischio di rigidità e dolore persistente.
In base al tipo di frattura, all’età del paziente, alla qualità dell’osso e al grado di scomposizione dei frammenti, il trattamento può essere conservativo oppure chirurgico. Nei casi in cui sia indicato l’intervento, la chirurgia traumatologica può prevedere tecniche di osteosintesi mediante placche e viti, chiodi endomidollari o, in situazioni selezionate, fissatori esterni, scelti in base alla configurazione della frattura e alle condizioni del paziente.
Quando la ricostruzione non è indicata per le caratteristiche della lesione o per il profilo funzionale del paziente, il trattamento può prevedere l’impianto di una protesi di spalla su frattura, con l’obiettivo di ottenere una stabilità immediata, consentire una mobilizzazione precoce e favorire un recupero funzionale più affidabile.
Chirurgia protesica della spalla
La chirurgia protesica trova indicazione quando il danno articolare non può essere trattato efficacemente con approcci conservativi o ricostruttivi. Ciò avviene, ad esempio, nelle artrosi avanzate della spalla, negli esiti post-traumatici complessi o nelle lesioni massive e irreparabili della cuffia dei rotatori.
L’evoluzione delle protesi di spalla ha ampliato le possibilità terapeutiche, consentendo di adattare il tipo di impianto alle caratteristiche anatomiche e funzionali del paziente. La scelta tra protesi anatomiche o inverse richiede una valutazione accurata dello stato della cuffia dei rotatori, della qualità ossea e delle esigenze funzionali individuali.
Anche nella chirurgia protesica, la mobilizzazione viene incoraggiata precocemente; i limiti riguardano principalmente il carico e le attività consentite, che vengono modulati in base al tipo di impianto e definiti dal chirurgo all’interno di un percorso riabilitativo guidato e personalizzato.
Riabilitazione come parte integrante del trattamento
Nella chirurgia della spalla, la riabilitazione non rappresenta una fase accessoria, ma una componente essenziale del risultato finale. Il percorso riabilitativo viene strutturato in fasi progressive, nel rispetto dei tempi biologici di guarigione dei tessuti, con l’obiettivo di recuperare mobilità, forza e controllo neuromuscolare senza compromettere la stabilità ottenuta.
Un approccio personalizzato e orientato al lungo termine
La chirurgia della spalla non è mai un atto standardizzato, ma il risultato di una scelta ponderata tra diverse opzioni terapeutiche. Integrare trattamento conservativo, infiltrativo e chirurgico consente di costruire un percorso su misura per ogni paziente, evitando interventi non necessari e riservando la chirurgia ai casi in cui offre un reale beneficio.
L’obiettivo è ottenere un risultato stabile, funzionale e duraturo, accompagnando il paziente lungo tutto il percorso di cura, dalla diagnosi iniziale fino al pieno recupero della funzione della spalla.