Instabilità del gomito
L’instabilità del gomito è una condizione caratterizzata da una perdita di congruenza articolare, spesso conseguente a lussazioni, fratture-lussazioni o traumi complessi, che possono compromettere la stabilità e la funzione dell’articolazione.
Può presentarsi in forma acuta o cronica, con dolore, limitazione del movimento e sensazione di cedimento, richiedendo una valutazione specialistica accurata per definire il trattamento più appropriato.
Lussazione acuta del gomito (instabilità semplice)
La lussazione acuta del gomito è una lesione traumatica in cui le ossa che formano l’articolazione (omero, ulna e radio) perdono il loro corretto allineamento, in assenza di fratture associate. Si verifica più frequentemente in seguito a una caduta sul braccio teso o durante attività sportive ad alta energia.
Dal punto di vista anatomico, anche nelle forme definite “semplici”, la lussazione del gomito è sempre associata a lesioni della capsula e dei legamenti collaterali, strutture fondamentali per la stabilità articolare. Per questo motivo non deve mai essere considerata una lesione banale.
Il paziente presenta dolore intenso e immediato, deformità evidente dell’articolazione e incapacità a muovere il gomito. Sono frequentemente presenti gonfiore rapido ed ematoma. In alcuni casi possono comparire formicolii o alterazioni della sensibilità della mano e dell’avambraccio, legati a un possibile coinvolgimento nervoso.
Il primo passo del trattamento è la riduzione della lussazione, ovvero il riposizionamento delle superfici articolari nella loro sede anatomica. Successivamente è fondamentale valutare la stabilità residua del gomito, mediante esami radiologici e test clinici mirati.
Se il gomito risulta stabile dopo la riduzione, il trattamento è conservativo e prevede una breve immobilizzazione seguita da un programma di riabilitazione precoce e controllata.
In presenza di instabilità residua, è invece indicato un trattamento chirurgico finalizzato alla riparazione delle strutture legamentose lesionate. Dopo l’intervento, l’articolazione viene protetta con un tutore articolato che consente una mobilizzazione guidata, riducendo il rischio di rigidità.
Con una diagnosi tempestiva e un trattamento adeguato, la maggior parte delle lussazioni semplici del gomito evolve favorevolmente, consentendo il recupero della stabilità e della funzione articolare. Una gestione non corretta o ritardata può favorire lo sviluppo di instabilità cronica o rigidità.
Fratture-lussazioni del gomito (instabilità acuta complessa)
Le fratture-lussazioni del gomito rappresentano un gruppo di lesioni traumatiche complesse in cui alla perdita dell’allineamento articolare si associano fratture delle strutture ossee fondamentali per la stabilità, oltre a lesioni capsulo-legamentose. In queste condizioni il gomito perde contemporaneamente gli stabilizzatori ossei e quelli legamentosi, con un rischio elevato di instabilità residua, rigidità e deterioramento funzionale se il trattamento non è adeguato.
Rientrano in questo gruppo tre quadri clinici principali: la Terribile Triade del gomito, l’instabilità posteromediale e le fratture-lussazioni dell’estremità prossimale di radio e ulna. Sebbene differenti tra loro, queste lesioni condividono la necessità di una valutazione specialistica tempestiva e di un trattamento mirato alla ricostruzione dell’anatomia e della stabilità articolare, per consentire una mobilizzazione precoce e sicura.
Terribile Triade del gomito
La Terribile Triade del gomito è una forma di instabilità acuta complessa caratterizzata dall’associazione di una frattura del capitello radiale, una frattura della coronoide e una lesione dei legamenti collaterali, in particolare del complesso laterale. Questo insieme di lesioni compromette in modo significativo la stabilità del gomito.
Il paziente presenta dolore intenso, gonfiore marcato e una significativa limitazione del movimento dopo il trauma. Alla valutazione clinica e radiologica emerge una perdita della stabilità articolare, spesso associata a difficoltà nei movimenti di flesso-estensione e di prono-supinazione dell’avambraccio.
Nella maggior parte dei casi la Terribile Triade richiede trattamento chirurgico. L’obiettivo è ricostruire l’anatomia del gomito in un unico tempo operatorio, ristabilendo una stabilità sufficiente a consentire una mobilizzazione precoce e controllata.
Il trattamento può includere la sintesi delle fratture, la sostituzione protesica del capitello radiale quando indicato e la riparazione delle strutture legamentose lesionate. Solo in casi selezionati, con fratture composte e gomito stabile dopo riduzione, può essere considerato un approccio conservativo sotto stretto controllo specialistico.
Un trattamento tempestivo e adeguato consente di ottenere un buon recupero della stabilità e della funzione articolare. Una gestione incompleta o ritardata aumenta il rischio di rigidità, instabilità cronica e degenerazione artrosica precoce.
Instabilità posteromediale acuta del gomito
L’instabilità posteromediale del gomito è una forma di instabilità acuta complessa che si verifica in seguito a un trauma che determina una lussazione associata a una frattura della faccetta antero-mediale della coronoide, spesso con coinvolgimento del tubercolo sublime, sede di inserzione del legamento collaterale mediale. Questa lesione è frequentemente associata anche a una lesione del complesso legamentoso laterale.
Si tratta di una condizione insidiosa, poiché le fratture della coronoide possono essere di piccole dimensioni e non sempre immediatamente evidenti agli esami radiografici standard.
Quadro clinico
Il paziente riferisce dolore persistente e difficoltà nei movimenti del gomito dopo il trauma. Alla valutazione clinica possono emergere segni di instabilità mediale, mentre esami di imaging avanzati sono spesso necessari per identificare con precisione l’entità della lesione ossea e legamentosa.
Principi di trattamento
Il trattamento è prevalentemente chirurgico e mira a ristabilire la stabilità articolare attraverso la ricostruzione degli stabilizzatori ossei e legamentosi. La procedura prevede la sintesi della coronoide, associata alla riparazione delle strutture legamentose lesionate, in particolare del complesso laterale. Dopo l’intervento è fondamentale proteggere il gomito e avviare una mobilizzazione precoce e controllata.
Prognosi
Una diagnosi precoce e un trattamento adeguato consentono un recupero soddisfacente della stabilità e della funzione. Una mancata identificazione di questa lesione può portare rapidamente allo sviluppo di artrosi del gomito.
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CHIAMA 333 1610443 Scrivi su whatsappFratture-lussazioni dell’estremità prossimale di radio e ulna
Le fratture-lussazioni dell’estremità prossimale di radio e ulna rappresentano un gruppo di lesioni traumatiche complesse in cui una frattura dell’ulna prossimale si associa a una frattura e/o lussazione del capitello radiale, frequentemente accompagnata da lesioni capsulo-legamentose.
Queste lesioni comprendono quadri clinici noti come lesioni tipo Monteggia o Monteggia-like, nonché le fratture-lussazioni trans-olecraniche, caratterizzate da una frattura dell’olecrano con perdita della continuità dell’incisura trocleare e conseguente instabilità articolare.
Quadro clinico
Il paziente presenta dolore intenso, deformità dell’arto e una severa limitazione dei movimenti del gomito e dell’avambraccio dopo il trauma. Alla valutazione clinica e radiologica si osserva una perdita della congruenza articolare, con alterazione dell’allineamento dell’ulna prossimale e del capitello radiale, spesso associata a instabilità del gomito e compromissione dei movimenti di flesso-estensione e di prono-supinazione dell’avambraccio.
Principi di trattamento
Il trattamento è chirurgico nella grande maggioranza dei casi e richiede una ricostruzione accurata delle componenti ossee e legamentose. Il principio fondamentale è il ripristino anatomico dell’ulna prossimale, associato al trattamento della componente radiale e alla riparazione delle strutture legamentose lesionate. Una volta ottenuta una stabilità adeguata, è possibile avviare una mobilizzazione precoce e controllata.
Prognosi
Un trattamento corretto e tempestivo consente nella maggior parte dei casi un buon recupero funzionale. Una ricostruzione non anatomica espone invece a un elevato rischio di instabilità persistente, rigidità e degenerazione articolare nel tempo.
Instabilità cronica post-traumatica del gomito
Si parla di instabilità cronica post-traumatica del gomito quando, a distanza di tempo da un trauma iniziale — come una lussazione o una frattura-lussazione — l’articolazione non ha recuperato una stabilità adeguata. Questa condizione può derivare da lesioni legamentose non riconosciute o non trattate in modo appropriato, oppure da fratture consolidate in posizione non anatomica, con conseguente alterazione della biomeccanica articolare.
Quadro clinico
Il paziente riferisce una sensazione di “cedimento” o insicurezza del gomito, spesso associata a dolore intermittente durante le attività che richiedono stabilità dell’arto superiore. Può essere presente una riduzione della forza e una progressiva limitazione della funzione articolare. In alcuni casi, l’instabilità cronica si manifesta prevalentemente con un quadro di rigidità del gomito, rendendo la diagnosi meno immediata.
Principi di trattamento
Il trattamento è personalizzato in base all’entità dell’instabilità e allo stato dell’articolazione. Nei casi sintomatici, il trattamento è chirurgico e può prevedere la ricostruzione legamentosa nelle forme più semplici o una ricostruzione articolare combinata nei quadri più complessi. Nei casi avanzati, in presenza di degenerazione articolare significativa, può essere indicata una protesi di gomito.
Prognosi
Un trattamento appropriato, associato a una riabilitazione mirata, consente nella maggior parte dei casi di migliorare in modo significativo la stabilità e la funzione del gomito. Anche nelle forme croniche, un approccio specialistico dedicato permette di ottenere risultati funzionali duraturi.
Altre patologie trattate