Patologie dei tendini e dei nervi del gomito
Le patologie tendinee e nervose del gomito, se correttamente diagnosticate e trattate, presentano nella maggior parte dei casi una prognosi favorevole.
Un approccio specialistico consente di scegliere il trattamento più appropriato — conservativo o chirurgico — e di guidare il paziente lungo un percorso di recupero graduale, con l’obiettivo di ripristinare forza, sensibilità e funzione dell’arto superiore.
Lesioni tendinee traumatiche: bicipite e tricipite
Il bicipite brachiale è un muscolo fondamentale per la flessione del gomito e, soprattutto, per la supinazione dell’avambraccio. La rottura del suo tendine distale è una lesione traumatica relativamente rara, che si verifica più frequentemente in uomini di mezza età durante sforzi improvvisi e intensi.
Il paziente avverte un dolore acuto e improvviso nella regione anteriore del gomito, spesso associato a una sensazione di strappo. Nelle rotture complete si osservano una marcata perdita di forza in supinazione, difficoltà nei movimenti funzionali e una tipica deformità del bicipite, dovuta alla retrazione del muscolo verso l’alto.
Nelle rotture complete, soprattutto nei pazienti attivi, il trattamento è prevalentemente chirurgico.
La reinserzione anatomica del tendine consente di recuperare forza e funzione in modo affidabile.
Nei casi diagnosticati tardivamente, può rendersi necessaria una ricostruzione con innesto tendineo.
Una riabilitazione strutturata è essenziale per ottenere un recupero funzionale ottimale.
Rottura del tendine distale del tricipite
Il tricipite brachiale è il principale estensore del gomito. Le lesioni del suo tendine distale sono più rare rispetto a quelle del bicipite, ma possono compromettere in modo significativo la capacità di estendere l’arto contro gravità.
Il quadro clinico comprende dolore posteriore al gomito, difficoltà o impossibilità a estendere completamente l’avambraccio e, talvolta, la percezione di un difetto palpabile in sede di inserzione tendinea sull’olecrano.
Nelle rotture complete è generalmente indicato il trattamento chirurgico, volto a reinserire il tendine nella sua sede anatomica.
Anche in questo caso, la tempistica dell’intervento e una riabilitazione guidata sono determinanti per il recupero della funzione estensoria.
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Dolore, debolezza o formicolii al gomito meritano una valutazione mirata.
CHIAMA 333 1610443 Scrivi su whatsappTendinopatie inserzionali del gomito
Epicondilite ed epitrocleite
L’epicondilite laterale e l’epitrocleite mediale sono tendinopatie inserzionali legate prevalentemente a sovraccarico funzionale e microtraumi ripetuti. Coinvolgono rispettivamente i tendini degli estensori e dei flessori dell’avambraccio nella loro inserzione sull’omero.
Quadro clinico
Il sintomo principale è il dolore localizzato sul versante laterale o mediale del gomito, evocato dalle attività di presa, dai movimenti ripetitivi del polso e dalla forza di carico. L’articolarità del gomito è generalmente conservata, ma la forza e la resistenza muscolare possono risultare ridotte.
Principi di trattamento
Il trattamento è inizialmente conservativo e rappresenta la strategia di prima scelta nella grande maggioranza dei casi. Include fisioterapia mirata, modulazione dei carichi, terapie fisiche e, quando indicato, infiltrazioni ecoguidate.
Solo nei casi resistenti a un trattamento conservativo adeguato e protratto nel tempo si considera un intervento chirurgico, finalizzato alla rimozione del tessuto tendineo degenerato e al ripristino di condizioni favorevoli alla guarigione.
Patologie nervose del gomito
Neuropatia del nervo ulnare (sindrome del tunnel cubitale)
La neuropatia del nervo ulnare al gomito è la più frequente patologia nervosa in questa sede. Il nervo ulnare può andare incontro a compressione o trazione nel suo decorso posteriore al gomito, soprattutto in presenza di rigidità, esiti traumatici, deformità ossee o artrosi.
Quadro clinico
I sintomi comprendono formicolio e riduzione della sensibilità al quarto e quinto dito, debolezza della mano e, nei casi più avanzati, perdita della forza e della coordinazione dei muscoli intrinseci della mano. In fase avanzata possono comparire segni di atrofia muscolare.
Principi di trattamento
Nelle fasi iniziali è indicato un approccio conservativo, basato sulla modifica delle abitudini, sull’uso di tutori notturni e su esercizi di mobilizzazione nervosa.
Quando i sintomi persistono o quando gli esami neurofisiologici evidenziano una sofferenza significativa del nervo, è indicato il trattamento chirurgico, che consiste nella decompressione del nervo ulnare e, nei casi selezionati, nella sua trasposizione anteriore.
Un intervento tempestivo consente di arrestare la progressione del danno e favorire il recupero funzionale.
Altre patologie trattate